"Smartfuture" "Smarteas"


“Smart Future” è un progetto “Smart Education” che fonda le sue basi sulla stretta collaborazione tra scuola, università e impresa.

Samsung Electronics, ha fornito in tre anni a più di 80 classi pilota, una dotazione molto ricca di device tecnologici (tablet, un’eboard multi-touch, un server di rete, un notebook). L’iniziativa si inserisce all'interno della strategia di Samsung volta a favorire, attraverso la tecnologia e l’innovazione, un processo di digitalizzazione della scuola che consenta la creazione di un ambiente educativo sempre più coinvolgente e interattivo. Il progetto fa parte, infatti, di un più ampio piano di sperimentazione che Samsung ha avviato in Italia con l’obiettivo di sperimentare e analizzare, in un numero limitato e controllato di casi, come l’introduzione di strumenti tecnologici avanzati possa cambiare i processi d’insegnamento e apprendimento, nonché l’organizzazione stessa del lavoro nelle scuole.

Il percorso della sperimentazione è realizzato utilizzando la modalità della "flipped classroom",  intesa come Digital classroom, attuata tramite la metodologia dell’EAS, promossa dal CREMIT dell'Università Cattolica di Milano che segue e coordina tutto il percorso di attuazione.

L'"Osservatorio sui Media ed i Contenuti Digitali nella Scuola" del CREMIT, dell’ Università Cattolica di Milano, diretto dal prof. Pier Cesare Rivoltella ha supportato il percorso di ricerca dal punto di vista delle indicazioni metodologiche coerenti con l'uso delle tecnologie in classe monitorando il processo nelle sue fasi di esecuzione insieme ad un gruppo di ricercatori che, insieme ad insegnanti e dirigenti sono diventati protagonisti di un percorso di ricerca e sviluppo professionale.

Nel progetto lo scorso anno era coinvolta la classe II A della Scuola Secondaria “S.D.Savio” di Fossalta di Piave

La sperimentazione è consistita nell’adozione del metodo EAS (Episodi di Apprendimento Situato): una microattività strutturata in tre momenti (preparatoria-operatoria-ristrutturativa), perfettamente inserita nella recente ricerca didattica del post costruttivismo facendo riferimento in particolare a Freinet.

Le tecnologie vengono considerate strumenti da utilizzare in modo integrato con gli strumenti tradizionali (attività sul quaderno…). Il percorso didattico proposto “ribalta la logica della lezione tradizionale del docente per proporre attività cooperative svolte in autonomia dagli studenti a seguito di stimoli appositamente preparati dai docenti” (Rivoltella 2013) andando nell’ottica delle “Flipped classroom” “classe capovolta”.

L’impatto sulla didattica è stato subito molto forte e ha permesso ai docenti sperimentatori di confrontarsi con nuove metodologie, legate all’utilizzo della tecnologia in classe. In un ambito di ricerca-azione che ha creato un forte legame tra docenti sperimentatori, Università e Samsung.

La metodologia EAS (Episodi di Apprendimento Situato) è stata proposta dall’Università Cattolica d Milano come “fil rouge” del lavoro didattico svolto in classe per creare una comunità professionale tra docenti sperimentatori; la circolazione, la condivisione di idee e di risultati hanno rappresentato un valore aggiunto, fondamentale al buon esito dell’esperienza.

Dopo un primissimo momento di timore e disorientamento di fronte alla novità, abbiamo intrapreso un percorso di approfondimento rispetto all’utilizzo della tecnologia nella prassi didattica quotidiana, mettendo in atto azioni mirate ad un deciso cambiamento di metodologia rispetto alle consuete prassi, generando nuove “abitudini” e buone pratiche.

La presenza e l’utilizzo dei device ha generato ovviamente entusiasmo nei ragazzi e ha visto una generale approvazione delle loro famiglie. Gli studenti hanno potuto condurre una serie di esperienze che difficilmente si possono vivere nella scuola, diventando sempre più consapevoli sia delle potenzialità sia delle grandi responsabilità che derivano dall’utilizzo di tali mezzi. Compito importante dei docenti è quello di indirizzare i nostri alunni verso un uso via via sempre più consapevole dei media digitali.

La metodologia laboratoriale come prassi quotidiana, la possibilità di espandere le proprie esperienze, la ri-scoperta della forza del gruppo nelle attività cooperative, unite ad un uso responsabile e mirato della tecnologia, hanno portato ad un cambiamento sostanziale per tutti gli attori coinvolti. La riflessione meta-cognitiva, la capacità di ricostruire le conoscenze e l’affinamento delle capacità espositive sono estremamente facilitate dalla tecnologia, che rimane comunque un mezzo e non un fine: la presenza di un robusto impianto metodologico è una necessità ineludibile per non cadere in un arido tecnicismo.

E’ vero infatti che la tecnologia invecchia molto velocemente e, da sola, non è sufficiente a rendere l’azione didattica di per sé efficace e strutturante. Ben venga dunque una continua attenzione agli aspetti metodologici e un’azione improntata alla ricerca “continua”, fatta di esplorazione di nuove strade e buone pratiche.

 

Per approfondire rimandiamo ai testi:

-Rivoltella P.C. (a cura di) Smart Future. Didattica, media digitali e inclusione, Franco Angeli, Milano, 2014 che documenta il progetto e i risultati del primo anno di lavoro

- Rivoltella P.C. Fare didattica con gli EAS. Episodi di Apprendimento Situati, La Scuola, Brescia 2013